lunedì 7 marzo 2011
Attenzione ai trucchi di carnevale...
Carnevale: ci si traveste, ci si trucca… Ma attenzione nella scelta e nell’uso dei prodotti, per non irritare con i trucchi la pelle dei bambini.
Per un buon uso dei trucchiI trucchi contengono sostanze chimiche che potrebbero causare reazioni allergiche e sensibilizzazione, in particolare alle pelli sensibili dei bambini. Ricorda:
• evita i trucchi nei bambini con meno di 3 anni;
• meglio non esagerare con i trucchi: vanno usati solo per l’occasione, non abitualmente;
• rimuovi accuratamente il trucco a fine giornata (con acqua e sapone o latte detergente);
• in caso di reazione (rossore, pizzicore…) togli subito i prodotti e sciacqua abbondantemente con acqua;
• evita di truccare il contorno occhi: la pelle lì è particolarmente delicata e sensibile. I brillantini sottili possono finire negli occhi;
• maneggiare questo tipo di prodotti dovrebe sempre avvenire sotto la supervisione di un adulto, non devono essere lasciati a disposizione del bambino,
• qualche giorno prima di usarli, prova i trucchi sulla parte interna dell’avambraccio prima di applicarli su tutta la faccia. Nel caso si verifichi una reazione allergica, non utilizzarli.
Quali trucchi scegliere?I trucchi non sono tutti uguali, per legge devono riportare l’elenco completo degli ingredienti (tra parentesi il nome chimico con cui sono riportati in etichetta). Ecco alcuni consigli per la scelta:
• usa colori ad acqua: simili agli acquarelli, sono comodi da applicare (con pennello o spugnetta bagnata), si rimuovono facilmente e sono meno rischiosi;
• le diciture “ipoallergenico” o “testato dermatologicamente” sono autodichiarazioni del produttore: non si può escludere in ogni caso una reazione allergica;
• evita i trucchi che contengono conservanti a rischio (nomi che finiscono in tiazolinone, urea);
• evita i profumi che contengono alcol (alcohol denat) e allergeni (limonene, linalool, citronellol);
• sostituisci il rossetto (contiene molte sostanze chimiche che potrebbero essere ingerite) con un burro cacao colorato, meno pericoloso per i bambini;
• evita gli smalti, contengono solventi che potrebbero essere pericolosi soprattutto per i bambini che mettono spesso le mani in bocca.
Posso usare i trucchi dell’anno scorso?I trucchi vanno conservati ben chiusi, al fresco e all'asciutto.
Prima di usarli, controlla la data di scadenza (in etichetta dev’essere riportato il simbolo di un barattolo aperto con un numero che indica i mesi di durata dall’apertura).
Buttali, comunque, se hanno odore di rancido e se si separano le parti oleose e quelle acquose.
(altroconsumo 3/3/2011)
Martedi GRASSO è alle porte, fatevi tentare con i TORTELLI!!!
Ingredienti per 6 persone
- Farina 250 g
- Uova nr 4
- Olio di semi q.b.
- Burro 70 g
- Zucchero 100 g
- Limone nr 1
- Sale q.b.
- Mettere in una casseruola 3 dl di acqua con del sale, portare a bollore, unitevi il burro e allo scioglimento versatevi la farina in un colpo solo.
- Mescolate in modo continuativo per evitare i grumi, cuocete fino alla formazione di una palla che si staccherà completamente dalla casseruola. Lasciate intiepidire la pasta ed aggiungetevi un uovo alla volta, senza incorporare il successivo se il primo non è stato completamente assorbito.
- A questo punto unite la scorza di limone grattuggiata e 50 grammi di zucchero. Friggete i tortelli, pochi alla volta, in abbondante olio bollente, versando il composto a cucchiaiate.
- Fate cuocere i tortelli finchè appariranno ben gonfi e dorati, scolateli con un mestolo forato, metteteli sulla carta assorbente e quando saranno diventati tiepidi spolverizzateli con lo zucchero.
giovedì 3 marzo 2011
Sapete dire di NO?
Credo che a tutti voi tornano alla mente le parole dei nostri Genitori, quando da piccoli ci dicevano <<essere genitori è il mestiere più difficile>>. E così il tempo passa e si diventa a nostra volta Genitori, una parte della nostra vita così importante difficile, faticosa ma quella che dà un senso ad essa e TANTA TANTA GIOIA! I nostri Figli crescono e con loro, le richieste ed arriva quel fatidico giorno che ci domandiamo se è giusto o sbagliato dire NO ad alcune richieste...
Negli ultimi anni pedagogisti e psicologi di fama internazionale si sono soffermati, sempre più spesso e sempre più preoccupati, a considerare i risultati di un educazione troppo permissiva dei giovani d’oggi, individuando come uno dei problemi fondamentali il fatto che i genitori non sanno più dire di no ai propri figli: questo perché una contrapposizione netta con i figli crea dubbi, ansietà e sensi di colpa (soprattutto in genitori poco presenti), e anche perché è faticoso e comporta delle responsabilità educative che non ci si vuole più prendere (diciamo la verità, accontentare i loro capricci è più comodo e ce lo possiamo permettere anche economicamente). C’è una sorta di impotenza di fronte al bambino che non vuol mangiare, non vuol dormire nel suo letto, vuole un determinato giocattolo...o all’adolescente che risponde male, non rispetta l’orario di rientro a casa (tanto sa che resterà impunito), che vuole a tutti i costi il pantalone firmato...
Questa assenza di norme e regole fa sentire i figli soli, senza guida nelle varie tappe della loro crescita con tutti i problemi che ne conseguono: bambini di due-tre anni travolti dalla loro stessa aggressività, con problemi di insonnia o di alimentazione e di distacco dai genitori (soprattutto dalla madre); bambini con disturbi dell’apprendimento e malesseri psicosomatici; e soprattutto una diffusa incapacità a tollerare le frustrazioni e la sofferenza che si estende dall’infanzia all’adolescenza (e oltre!). Dunque dobbiamo re-imparare a dire di “no”! E non parlo di quei “no” che offendono e limitano la libertà, bensì di quelli che accrescono la libertà perchè insegnano ai figli a non essere schiavi del superfluo, a diventare responsabili, a conquistarsi le cose e quindi ad avere più fiducia in sé stessi e a raggiungere la giusta autonomia. Concludo con qualche breve consiglio pratico: educhiamo i figli a seguire delle regole fin da piccoli, poche, adeguate all’età, semplici (e da mantenere con coerenza e unità da parte dei genitori); insegnamogli il rispetto per i genitori; lasciamo che si conquistino le cose con un minimo di sforzo; insegnamo, anche attraverso la punizione se necessario,che ogni azione ha le sue conseguenze. Tutto questo deve però avvenire in un clima di allegria, confidenza e gioco (anche il gioco ha le sue regole).
Ogni età ha i suoi "no" Nei più piccoli (0-2 anni) i "no" devono essere decisi e perentori senza spiegazioni perchè in questa fase i divieti riguardano quasi sempre azioni pericolose tipo infilare le dita nelle prese, toccare i fornelli, ecc. Dai 3 ai 5 anni la regola va motivata, a questa età commettono volutamente delle violazioni di comportamento per esplorare il mondo e acquistare identità e autonomia, mettendosi in pericolo. Ecco perchè bisogna spiegare, senza dilungarsi troppo, le possibili conseguenze di certe azioni e l'importanza di determinate regole, passando dal "no punto e basta" al "no perchè...". Dai 6 anni ai 10 anni servono valida ragioni, a questa età diventano più motivati a rispettare delle regole e ne capiscono il significato, perciò è meglio spendere qualche parola in più, trasformando il "no" in un "si, ma". La strategia giusta per farsi ascoltare, è far capire al bambino che mamma e papà accolgono il desiderio e lo capiscono ma non possono esaudirlo per varie ragioni.
PICCOLI BULLI CRESCONO...
Oggi vogliamo occuparci del Bullismo nelle scuole!
“Un comportamento da bullo è un tipo di azione che mira deliberatamente a ferire; spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi e persino anni ed è difficile per coloro che ne sono vittime difendersi. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare.
Il bullismo assume forme differenti:
- fisiche: colpire con pugni o calci, appropriarsi di, o rovinare, gli effetti personali di qualcuno;
- verbali: deridere, insultare, prendere in giro ripetutamente, fare affermazioni razziste;
- indirette: diffondere pettegolezzi fastidiosi, escludere qualcuno da gruppi di aggregazione.
- verbali: deridere, insultare, prendere in giro ripetutamente, fare affermazioni razziste;
- indirette: diffondere pettegolezzi fastidiosi, escludere qualcuno da gruppi di aggregazione.
Le vittime dei bulli hanno vita difficile, possono sentirsi oltraggiate, possono provare il desiderio di non andare a scuola. Nel corso del tempo è probabile che perdano sicurezza ed autostima, rimproverandosi di “attirare” le prepotenze dei loro compagni. Questo disagio può influire sulla loro concentrazione e sul loro apprendimento. Alcuni bambini possono presentare sintomi da stress: mal di stomaco e mal di testa, incubi o attacchi d’ansia. Altri si sottrarranno al ruolo di vittima designata dei bulli marinando la scuola. Altri ancora possono persino sviluppare il timore di lasciare la sicurezza della propria casa.”
Ai bulli è sufficiente uno sguardo minaccioso indirizzato alle loro vittime per sottolineare la propria supremazia. Fare il bullo, in sintesi, significa dominare i più deboli con atteggiamenti aggressivi e prepotenti, sottoporre a continue angherie e soprusi i compagni di classe o di giochi fisicamente e caratterialmente più indifesi. Nella scuola, tale fenomeno trova sicuramente terreno fertile ed è fondamentale, quindi, che proprio la scuola coinvolga attivamente tutti i ragazzi nel trattare questo argomento e li incoraggi a prestare maggiore attenzione al comportamento singolo di ogni compagno e ad intervenire quando assistono a soprusi ai danni di altri alunni. Ecco la prevenzione come strumento di educazione e di consapevolezza che induce al rifiuto progressivo del fenomeno bullismo e alla promozione di maggior collaborazione tra docenti, operatori scolastici e alunni.
Un mirato intervento anti-aggressione, con tempi differenti perché differenti tra loro le singole realtà scolastiche, porta sicuramente alla riduzione del numero di vittime dei bulli e alla durata di episodi di bullismo quando questi si verificano, all’aumento del numero di alunni che denunciano i fatti e a quelli pronti ad intervenire in difesa dei compagni. E’ importante, inoltre, che nei ragazzi sia viva la convinzione che si stia facendo veramente qualcosa di concreto per fermare i compagni prepotenti e che percepiscano l’ambiente scolastico sereno e più sicuro.
Noi ci siamo posti una domanda, di chi è la colpa di tutto questo?
mercoledì 2 marzo 2011
Arsenico nell'acqua dei Castelli Romani.
La notizia è arrivata con la forza di una bomba: l'acqua di 128 comuni, sparsi in 6 regioni, non è potabile. Troppo alta la presenza di arsenico e l'Unione Europea ha detto “no” all'ulteriore, la terza, richiesta di deroga dai livelli fissati per legge, pari a 10 microgrammi per litro. In particolare, con una decisione presa a fine ottobre Bruxelles, annullando la “dispensa” già concessa dal ministero della Salute, ha stabilito che sono “potabili”, almeno temporaneamente, quelle acque con livelli di arsenico fino a 20 microgrammi, sono fuorilegge quelle con valori fino a 30, 40 e 50 microgrammi. Entrambe, sono vietate ai neonati e ai bambini fino a 3 anni. Popolazione coinvolta: oltre 1 milione di persone.Segue l'elenco delle zone in cui l'acqua non dovrebbe essere bevuta né da adulti né da bambini. Questo secondo elenco, che viene anticipato, comprende i luoghi in cui l’acqua presenta valori tra i 10 e i 20 mcg/l. Derogabile per la Ue ma assolutamente non adatta ai bambini dai 3 anni in giù.
LAZIO
Albano Laziale (Roma)
Anguillara Sabbazia (Roma)
Aprilia (Latina)
Ariccia (Roma)
Ariccia (Roma)
Campagnano di Roma (Roma)
Castel Gandolfo (Roma)
Genzano di Roma (Roma)
Lanuvio (Roma)
Lariano (Roma)
Lanuvio (Roma)
Lariano (Roma)
Sermoneta (Latina)
Tolfa (Roma)
Trevignano Romano (Roma)
*I valori pur entro la delega sono sopra i 10 microgrammi/litro limite massimo consentito per neonati e bambini.
Trevignano Romano (Roma)
*I valori pur entro la delega sono sopra i 10 microgrammi/litro limite massimo consentito per neonati e bambini.
E' arrivato il CARNEVALE 2011!!!
E come ogni anno è arrivato Finalmente il Carnevale, un momento tanto atteso da grandi e piccoli!!!
Nella zona dei Castelli Romani e del Litorale diverse giornate di divertimento vi attendono a braccia aperte...
- Ariccia dal 3 all'8 Marzo 2011
- Genzano di Roma nei giorni del 27 Febbraio - 6 e 8 Marzo 2011
- Lariano nei giorni 27 Febbraio - 3/6/8 Marzo 2011
- Marino dal 6 all'8 Marzo 2011
- Pavona di Albano Laziale nei giorni 3/6/8 Marzo 2011
- Velletri nei giorni 27 Febbraio - 3/6/8 Marzo 2011
Tutto lo Staff di LCR vi augura tanto divertimento!!!
martedì 1 marzo 2011
Mal di testa?
Gli studiosi hanno individuato tredici forme di cefalea, comunemente chiamato mal di testa la cefalea primaria è una malattia le cui cause non sempre sono identificabili e si suddivide in emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo. La cefalea secondaria, invece, non è una malattia in sè ma il sentomo di ipertensione, allergia, eccesso di alcool, altitudine, sforzo fisico, ecc. In italia circa 8 milioni di persone soffrono di mal di testa, di queste, 3 milioni lamentano una cefalea cronica quotidiana, il 3% è costretto a rinunciare a impegni professionali e a una vita di relazione normale.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità pone il mal di testa al 19° POSTO nel mondo come causa d'inabilità per gli uomini e al 12° per le donne.
La prevenzione inizia a tavola, un pasto troppo abbondante, eccesso o carenza di alcune sostanze, l'acool, formaggi stagionati, pesce conservato, insaccati, banane, cioccolato e la cucina cinese può causare cefalee, mentre una dieta bilanciata ricca di magnesio, vitamina B2 e coenzina Q10 presenti in carni, pesce e verdure fresce, cereali, yogurt ne ostacola invece la comparsa.
La prima cosa da fare è evitare il fai-da-te, si calcola infatti che il 30% dei ricoveri per il mal di testa è dovuto all'abuso di analgesici. La cosa da fare, se si accusano attacchi ricorrenti, è quella di rivolgersi a un medico esperto o a uno dei centri specializzati che si trovano presso numerosi ospedali di tutta Italia.
Si può visitare il sito della SISC la società italiana per lo studio delle cefalee http://www.sisc.it/ o anche quello della Lega Italiana Cefalgici http://www.legaitalianacefalgici.it/.
21 Maggio 2011 - III Giornata Nazionale del Mal di testa.
21 Maggio 2011 - III Giornata Nazionale del Mal di testa.
(Luciana Bussini - più sani più belli)
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